Sommario
- 1. A cosa si applica la PED in un impianto alimentare?
- 2. Quando è richiesta la marcatura CE ai sensi della PED?
- 3. Cosa chiedere al fornitore di un impianto alimentare?
- 4. PED e conformità MOCA sono la stessa cosa?
- 5. Valutare la pressione insieme al processo
- 6. FAQ – Domande frequenti su Certificazione PED per impianti alimentari
- 7. L’autore
Autore: Matteo Morotti, Ingegnere di processo INOX-FER
Ogni macchina alimentare in acciaio inox richiede la certificazione PED? No. La risposta dipende dalle parti soggette a pressione, dalla pressione massima ammissibile, dai parametri di progetto e da come viene fornita l’attrezzatura. Un sistema di cottura riscaldato a vapore, per esempio, può comprendere circuiti da valutare separatamente.
La Direttiva 2014/68/UE sulle attrezzature a pressione, nota come PED, si applica alle attrezzature e agli insiemi stazionari che rientrano nel suo campo di applicazione e hanno una pressione massima ammissibile (PS) superiore a 0,5 bar. Questa soglia avvia la valutazione: non determina da sola la categoria e non rende automaticamente obbligatoria la marcatura CE ai sensi della PED.
A cosa si applica la PED in un impianto alimentare?
La PED stabilisce requisiti per la progettazione, la fabbricazione e la valutazione della conformità delle attrezzature a pressione immesse sul mercato dell’Unione europea. A seconda del progetto, in uno stabilimento alimentare possono essere rilevanti recipienti, tubazioni, accessori a pressione, accessori di sicurezza e insiemi.
Tra i componenti da esaminare possono esserci un serbatoio di miscelazione pressurizzato, la camicia di riscaldamento di un cuocitore industriale, uno scambiatore di calore o le tubazioni che trasportano un fluido in pressione. Il solo fatto che una macchina sia in acciaio inox o destinata alla produzione alimentare non ne definisce la classificazione PED.
Un cuocitore sottovuoto rientra automaticamente nella PED?
No. La lavorazione sottovuoto porta la pressione nella camera del prodotto al di sotto di quella atmosferica: questo, da solo, non significa che la camera richieda una valutazione di conformità PED. Un circuito separato ad acqua calda o vapore può invece avere condizioni di progetto a pressione positiva e richiedere una valutazione specifica.
Un esempio pratico: le bolle di concentrazione INOX-FER possono lavorare sottovuoto per concentrare prodotti come salse e confetture. Nell’esaminare una configurazione specifica, il progettista individua la camera del prodotto, il circuito di riscaldamento, le tubazioni collegate e gli accessori di sicurezza; verifica poi le condizioni di progetto di ciascuna parte soggetta a pressione. La conclusione sulla PED dipende da quella configurazione, non dalla sola definizione di “bolla sottovuoto”.
Quando è richiesta la marcatura CE ai sensi della PED?
Una pressione massima ammissibile superiore a 0,5 bar non implica che ogni attrezzatura debba riportare la marcatura CE ai sensi della PED. La direttiva prevede anche attrezzature costruite secondo una corretta prassi costruttiva quando si collocano al di sotto delle soglie delle categorie. Devono essere progettate e fabbricate in modo da garantirne la sicurezza d’uso, ma non recano la marcatura CE ai sensi della PED. La macchina completa può comunque richiedere la marcatura CE in base ad altre disposizioni europee applicabili.
Per le attrezzature classificate nelle categorie I, II, III e IV si segue una procedura di valutazione della conformità adeguata alla categoria. Una volta dimostrata la conformità, il fabbricante redige la dichiarazione UE di conformità e appone la marcatura CE. Alcune procedure prevedono l’intervento di un organismo notificato.
Come si determina la categoria PED?
La classificazione considera il tipo di attrezzatura e i parametri di progetto rilevanti, tra cui:
- la pressione massima ammissibile (PS);
- il volume del recipiente (V) o il diametro nominale della tubazione (DN);
- il gruppo e lo stato fisico del fluido;
- la tabella di classificazione applicabile prevista dalla direttiva.
La sola pressione non basta a stabilire se un recipiente appartiene alla categoria I, II, III o IV. Per un insieme integrato occorre valutare anche le attrezzature che lo compongono e la loro integrazione secondo le disposizioni applicabili della PED.
Cosa chiedere al fornitore di un impianto alimentare?
È utile affrontare i requisiti PED già nella definizione della specifica tecnica, quando processo e utenze sono ancora in fase di progettazione. Le domande principali sono:
- Quali parti del sistema proposto sono soggette a pressione?
- Quali sono la pressione e la temperatura massime ammissibili di ciascuna parte?
- Quali classificazione e procedura di valutazione della conformità si applicano?
- Quali accessori di sicurezza sono compresi nella fornitura?
- Quali dichiarazioni, istruzioni e documenti tecnici verranno consegnati?
Queste domande aiutano a distinguere i requisiti del recipiente che contiene il prodotto da quelli della camicia, del circuito di riscaldamento o delle tubazioni collegate. Chiariscono inoltre le responsabilità per la valutazione della conformità dell’eventuale insieme.
PED e conformità MOCA sono la stessa cosa?
No. La PED riguarda la sicurezza delle attrezzature a pressione; le norme sui materiali e oggetti a contatto con alimenti riguardano le superfici e i componenti destinati al contatto alimentare. Entrambe possono essere rilevanti per la stessa macchina, ma affrontano rischi diversi. La sola scelta di un acciaio AISI 304 o AISI 316 non dimostra la piena conformità a nessuno dei due ambiti.
Per approfondire il contatto alimentare, consulta la guida INOX-FER sui requisiti MOCALa fonte normativa per le attrezzature a pressione è il testo della Direttiva 2014/68/UE. La pagina PED della Commissione europea rimanda anche alle linee guida e alla banca dati degli organismi notificati.
Valutare la pressione insieme al processo
Un sistema di cottura o miscelazione deve rispondere agli obiettivi produttivi e ai requisiti applicabili alla sua configurazione finale. Definire tempestivamente fluidi, pressioni, temperature, capacità e confini della fornitura mette il team tecnico nelle condizioni di valutare correttamente la sicurezza delle parti in pressione.
INOX-FER progetta sistemi di cottura industriali e impianti completi di food processing sulla base delle esigenze produttive. Contatta INOX-FER per confrontarti sulle condizioni di processo e sulla documentazione necessaria per il tuo progetto.



FAQ – Domande frequenti su Certificazione PED per impianti alimentari
1. La certificazione PED è obbligatoria per ogni macchina alimentare oltre 0,5 bar?
No. Una pressione massima ammissibile superiore a 0,5 bar richiede anzitutto di verificare il campo di applicazione della direttiva. Le caratteristiche dell’attrezzatura, le eventuali esclusioni e la classificazione determinano gli obblighi successivi. Le attrezzature soggette a corretta prassi costruttiva non recano la marcatura CE ai sensi della PED.
2. La camicia a vapore di un cuocitore va valutata separatamente dal recipiente del prodotto?
Le due parti possono contenere fluidi diversi e avere condizioni di progetto differenti. Occorre identificare le rispettive parti soggette a pressione prima di definire la valutazione applicabile all’attrezzatura o all’insieme fornito.
3. Chi rilascia la dichiarazione UE di conformità?
Il fabbricante redige la dichiarazione UE di conformità quando la procedura richiesta dimostra il rispetto dei requisiti applicabili. Un organismo notificato interviene quando previsto dalla procedura scelta, senza sostituirsi alla responsabilità del fabbricante.
L’autore
Matteo Morotti è Ingegnere di processo in INOX-FER, azienda italiana che realizza impianti di processo in acciaio inox per l’industria alimentare. Contribuisce agli articoli tecnici con il punto di vista della progettazione di processo e dei requisiti che influenzano la configurazione delle attrezzature.
